Negli ultimi anni, l’interesse per l’educazione al primo soccorso e per la rianimazione cardiopolmonare (RCP) è cresciuto significativamente, anche grazie all’attenzione del legislatore, sia a livello nazionale che europeo.
La normativa (d.lgs. 81/2008; d.m. salute 388/2003) ha attribuito al primo soccorso un ruolo fondamentale nel sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, la legge 116/2021 raccomanda ulteriormente la diffusione e l’utilizzo dei defibrillatori (DAE) nei luoghi di lavoro, presso le sedi delle pubbliche amministrazioni con almeno 15 dipendenti, aeroporti, stazioni ferroviarie, porti e mezzi di trasporto a lungo raggio (percorrenze superiori a due ore).
La mortalità cardiovascolare rappresenta la principale causa di morte a livello mondiale: il 50% di tutte le morti per causa cardiovascolare avviene all’improvviso, anche in persone senza patologia cardiaca nota. L’arresto cardiaco si verifica quando il cuore non riesce più a pompare sangue e ossigeno alle cellule. Se non trattato entro pochi minuti porta alla morte.
ARRESTO CARDIACO
L’arresto cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce più a far circolare il sangue e a far arrivare ossigeno alle cellule che compongono il corpo della vittima. Può manifestarsi a riposo o sotto sforzo, con o senza patologia. Se non viene trattato entro pochi minuti, in genere porta alla morte. Alcuni segnali premonitori possono includere: n dolore toracico; n mancanza di respiro; n nausea o vertigini.
ALCUNI DATI
Ogni anno in Europa oltre 700.000 persone sono colpite da arresto cardiaco. In Italia circa 60.000 persone muoiono per morte cardiaca improvvisa. Se si interviene con la sola RCP, la probabilità di sopravvivenza aumenta del 30% entro 9 minuti, mentre se si utilizza anche il DAE la sopravvivenza arriva al 60%. I dati di letteratura evidenziano alcuni aspetti importanti: n in caso di arresto cardiocircolatorio (ACC) l’intervento precoce con rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione aumenta il tasso di sopravvivenza e
limita le conseguenze negative da anossia cerebrale prolungata (stato di coma persistente, deficit motori o sensoriali, alterazione delle capacità cognitive o della sfera affettiva ecc.); è per questo fondamentale l’intervento precoce degli addetti al primo soccorso aziendale, poiché i soccorsi avanzati in genere non arrivano prima dei 15 – 20 minuti; n il defibrillatore semiautomatico non è un presidio obbligatorio nei luoghi di lavoro ma il decreto interministeriale 18 marzo 2011 e la legge 116/2021 ne raccomandano la presenza nei luoghi pubblici o nei luoghi con alto afflusso di persone, luoghi isolati e zone industriali a rischio, proprio in virtù della sua efficacia; n a partire dal 2014 all’interno del modulo di domanda OT23 per la riduzione del tasso medio per prevenzione,
e quindi per la riduzione delle somme versate annualmente all’Inail, è previsto un intervento che attribuisce punteggi all’azienda che si è dotata di defibrillatore e i cui addetti al primo soccorso hanno effettuato un corso BLS-D (Basic Life Support – Defibrillation).
Una prima analisi dei dati relativi alle richieste pervenute dal 2015 al 2024 (https://appsintra.inail. it/nintra- ruscottigraweb/pages/indexOt24.jsp) evidenzia un interesse crescente delle aziende a dotarsi di defibrillatori e di personale formato all’utilizzo.
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